Il Principe lavora ad un progetto nuovo. COMMENTA
Nelle scorse settimane sui media si è rincorsa la voce secondo cui il principe Emanuele Filiberto avrebbe potuto partecipare all'Isola dei famosi come concorrente. Adesso, però, in un'intervista a 'Diva e donna', Emanuele spiega di avere un altro progetto da realizzare.
Dopo la cancellazione del reality 'La tribù' di Canale 5, con cui aveva firmato un contratto, Emanuele si era detto piuttosto deluso, soprattutto per la perdita di alcune opportunità lavorative.
In seguito, si è diffusa l'indiscrezione relativa alla sua partecipazione all'Isola dei famosi di Raidue, ma adesso Emanuele smentisce la voce affermando che non entrerà nel cast dei naufraghi per realizzare un progetto a suo dire molto più interessante.
A quanto pare, il cachet per l'ingaggio all'Isola sarebbe stato di 500mila euro, ma il principe rivela al settimanale “Diva e donna”, diretto da Silvana Giacobini, di aver rinunciato ai tanti soldi e di aver deciso di fare altro.
"Tutto cambiato, tutto da rifare - dice Emanuele - Sto proprio lavorando in queste ore alla mia nuova trasmissione e sono più che entusiasta".
A proposito di questo programma, l'erede di casa Savoia afferma: "Sarà una trasmissione nuova, una cosa bellissima per la Rai. Prodotta da Bibi Ballandi, il grande produttore di Ballando con le Stelle, il talent show di Milly Carlucci che ho vinto all’ultima edizione. Il progetto non ha niente a che vedere con l’amore, abbiamo cambiato tutta l’idea e io sarò il conduttore".
In basso, Emanuele Filiberto e Natalia Titova 'sovrani' di 'Ballando con le stelle'
Commenti
Ma perché per certa gente dev'essere tutto così facile?
Passi per Alberto Angela, figlio d'arte o, per meglio dire, di scienza e della non comune capacità di rendere facilmente comprensibile anche quel che non lo sarebbe.
Ma il figliolo di Vespa fa un programma - radio? - col padre; la Borromeo furoreggia dichiarandosi una ragazza combattiva; Muccino piccolo scrive un libro che alla pari di quelli di Faletti (eccetto Io Uccido, magnifico) avrebbe avuto bisogno di più di un passaggio di editing... ma è subito successo e Muccino grande ci fa un film. Adesso ci si mette anche Emanuele Filiberto.
A volte mi domando se tutte queste persone ci siano o ci facciano. A sentirle si direbbe che il nome che portano non le favorisca affatto, che anzi talvolta sia di peso e d'impiccio. Ma c'è davvero qualcuno che ci crede? E, se no, perché in tanti abboccano tanto volentieri all'amo portando ulteriori soldini a rimpolpare i già ben nutriti conti in banca di tutti questi presunti e pretesi scrittori, conduttori, giornalisti...? Che possono, in qualche caso, esser dotati di talento, ma...
In tanti "figli di ignoti", di operai, impiegati, gente "normale" o, per usare un termine squalificante, "comune", si fanno una gavetta che la metà basterebbe, per arrivare a ottenere qualche briciola dai piatti di chi favorisce quelli che sono già famosi, che magari hanno poco da dire ma vendono o fanno audience.
Anch'io ho scritto un libro (e non è nemmeno il primo), a quattro mani con l'autrice viareggina Elena Torre. Si chiama "Erode e la psicopatia dell'allenamento", e gran parte del ricavato va a favore della Croce Verde per portare un po' d'aiuto dopo il disastro ferroviario di Viareggio, e di un'associazione di volontari che sostengono il reparto di neurochirurgia infantile di un ospedale di Bologna.
Di questo, di noi, tuttavia, si parla poco e niente. Perché non siamo figlie di genitori famosi, né personaggi dello spettacolo o ereditiere o non facciamo discutere generazioni di telespettatori per le dimensioni delle nostre tette.
C'è senza dubbio un po' d'invidia da parte mia, nei confronti dei signori citati sopra. Ma c'è soprattutto tanta amarezza, perché per chi non ha genitori o conti in banca ben nutriti è tanto difficile ritagliarsi uno spazio, farsi recensire da una rivista "che vende" e che predilge personaggi già noti anche quando si tratta solo di pubblicare la recensione di un libro; partecipare a una trasmissione televisiva senza sborsare quattrini che vengono reimpiegati per invitare ospiti che parlano bene e razzolano male e ben pagati.
Ma oggi gli esempi sembrano essere ereditiere nullafacenti, imprenditori e modelle tossici. Come diceva mia nonna, chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ma, per favore, poi non spettegoliamo sulle ragazzine che non desiderano altro che mostrare le gambe alla televisione o un cellulare di ultima generazione! Non stupiamoci se gli adolescenti vanno in discoteca a stordirsi di droga... Se li nutriamo a vuoto, è il vuoto che pretenderanno. E non saranno nemmeno disposti a darsi troppo da fare per ottenerlo. E sarà difficilissimo, per molti di loro, accettare di essere figli di gente comune, che si sbatte di più per ottenere meno.
Saluti.
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