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Tv e internet influenzano gli adolescenti... e aumentano i rischi

Giovani e media sempre più in sintonia, ma attenti ai pericoli

La tv e internet, che connubio irresistibile! Superfluo dire che si tratta di due mezzi di comunicazione ormai praticamente imprescindibili per tutti coloro che si trovano a vivere nella nostra epoca, e soprattutto per i giovanissimi, stando almeno a quanto emerge dai dati dell’indagine su «Abitudini e Stili di vita degli adolescenti», che la Società italiana di Pediatria realizza annualmente dal 1997.

Il documento, presentato venerdì 18 dicembre a Pisa, nell’ambito del Convegno «La Società degli adolescenti», si basa su un’indagine svolta su un campione nazionale di 1300 studenti delle scuole medie inferiori di età compresa tra gli 12 e i 14 anni, e ha per oggetto le preferenze dei giovanissimi, con particolare riguardo al loro rapporto con internet e la tv. I risultati dell’indagine sono sorprendenti, ma anche, a tratti, piuttosto inquietanti.

Gli adolescenti sono sempre più immersi nella società ipertecnologica in cui stanno crescendo, tanto che il 97% di loro dichiara di possedere un computer, e il 51% dichiara di collegarsi ad internet tutti i giorni. Abilissimi quindi nel far uso della rete sia per studiare sia, soprattutto, per intessere e mantenere rapporti sociali, amano chattare e usare messenger (oltre il 75%), frequentano abitualmente YouTube (l’80%) e possiedono un proprio blog (il 41%). Per gli adolescenti, navigare sul web implica naturalmente l’uso di Facebook, che i ragazzi usano come mezzo per trovare nuovi amici, ma soprattutto per diventare popolari. Nella competizione ad avere più amici degli altri, si cercano i profili anche di persone sconosciute, ma solo alla condizione che questi nuovi, potenziali amici siano “fighi”. Con la ricerca di nuovi contatti sociali, cresce la disponibilità dei ragazzini a concedere molto del loro privato ad emeriti sconosciuti incontrati sul web, e, anche se per la maggior parte dei casi si tratta di altri adolescenti, è comunque preoccupante il fatto che gli adolescenti siano così disinvolti a parlare di sé, a dare il proprio numero di cellulare e a mostrare immagini che li riguardano, nell’ambito di contatti spesso molto superficiali con persone sconosciute.

L’altro mass media di cui i ragazzi fanno abbondante uso è la televisione. Fedele compagna delle ore trascorse in ozio quando non si sta davanti allo schermo del computer, la tv viene guardata per più di tre ore al giorno dal 23% del campione analizzato. In media, una non trascurabile percentuale degli adolescenti trascorre dalle 4 alle 5 ore al giorno davanti ad uno schermo (tv e computer), e questo comporta dei rischi molto seri sotto il profilo dei comportamenti dei ragazzi.

In particolare, sembra che proprio la tv porti le conseguenze più negative per i giovanissimi, i quali sono condizionati dai messaggi trasmessi dal piccolo schermo, che riguardano le abitudini alimentari, la percezione del sé, il rapporto con il bullismo, la percezione del rischio e l’abitudine ad assumere comportamenti considerati rischiosi, il rapporto con la famiglia e con il sesso, l’addiction (fumo, alcol, droghe). La tragica triade formata appunto da fumo, alcol e droghe sembra essere sempre più dentro la vita degli adolescenti, evidentemente influenzati anche dai cattivi modelli mostrati da alcuni programmi televisivi. Nell’indagine emerge che un adolescente su tre dichiara di fumare sigarette, l’8% dice di fare uso di canne, il 9,1% conosce persone che hanno fatto uso di cocaina, il 40% dichiara di bere vino, il 50% birra, il 22,4% liquori. Addirittura il 20,2% pensa che sia ragionevole assumere farmaci o integratori per migliorare le prestazioni sportive.

Anche il sesso, naturalmente, è un tema con cui gli adolescenti vengono spesso a contatto sia in tv che su internet. Secondo l’indagine, il 63% degli adolescenti maschi e il 44% delle femmine dichiara di avere sull’argomento tutte le informazioni che essi ritengono necessarie, anche se affermano che la loro fonte di informazione principale è il gruppo dei pari (64%), mentre alla mamma si rivolge solo il 29% e al papà il 17%. Anche riguardo al tema del sesso, internet assume un ruolo molto importante, visto che il 22% degli adolescenti maschi e il 14% delle femmine dichiara di affidarsi ai forum o alle chat sul web. Secondo i ragazzi, il momento giusto per avere il primo rapporto sessuale è quando “ci si sente pronti” (41,5%), e, alla domanda a quale età essi pensino sia ragionevole cominciare ad essere sessualmente attivi, il 12% circa indica 14 anni, il 22% 16 anni e il 22% 18 anni. In generale, per quanto riguarda il sesso e le relazioni di tipo adulto, gli adolescenti, influenzati dalla tv e da internet che giocano un ruolo fondamentale nel preconizzare la sessualità, tendono a voler apparire più grandi (il 40%). Per fare ciò, le ragazze si truccano (21%) e si vestono in maniera ‘adulta’ (16,1%), mentre i maschi cercano di vestirsi in modo che essi considerano più maturo (l’11%).

Per quanto riguarda il rapporto con i genitori e con gli adulti in generale, dall’indagine risulta evidente che la natura di queste relazioni comporta un diverso uso di tv e internet. Infatti, i ragazzi che vivono in famiglie unite, con la presenza di entrambi i genitori, trascorrono meno tempo da soli e quindi meno ore davanti allo schermo televisivo o al monitor del computer. Tuttavia cresce la percentuale degli adolescenti che, pur vivendo in famiglie con due genitori, passano il tempo davanti alla tv accesa in presenza dei genitori (durante i pasti, l’86,3%), il che significa che sono gli stessi mamma e papà ad incentivare l’uso del medium quando mangiano insieme ai figli. Da questo, è facile capire come i ragazzi abbiano sempre meno possibilità di parlare con i genitori e di confrontarsi con loro: se nel 2008 con la mamma si confessava il 42%, nel 2009 lo fa solo il 36,4%; con il papà, nel 2008 il 20%, nel 2009 il 16%. Insomma, i giovanissimi sono sempre meno propensi ad affidarsi al dialogo con i genitori, ma tale atteggiamento è dovuto anche alla scarsa volontà da parte degli adulti di ascoltare i ragazzi e di preoccuparsi di avere un rapporto aperto e di scambio di idee con essi.

In conclusione, gli adolescenti del 2009, amanti della tecnologia (con internet e la tv in testa) e sempre più ‘alla moda’, sembra stiano crescendo un po’ troppo in fretta, anche perché il mondo degli adulti che dovrebbe proteggerli e guidarli nel diventare persone a tutto tondo, preferisce lasciarli in balia di se stessi, magari viziandoli con oggetti e servizi, ma privandoli dell’attenzione di cui essi abbisognano.