Il conduttore festeggia ma non si sente stanco.
50 anni di carriera sono tanti, soprattutto per chi, come lui, ha sempre fatto il proprio lavoro con professionalità ed onestà intellettuale. Ci riferiamo a Pippo, il 'Baudo nazionale', che il 18 dicembre ha festeggiato il suo mezzo secolo di televisione.
Ne parliamo oggi, a distanza di qualche giorno dalla data fatidica, perché è stato lo stesso Pippo Baudo ad affermare venerdì scorso, nel corso dell'ultima puntata de I migliori anni su Raiuno, condotto da Carlo Conti, di non sentirsi affatto questi 50 anni sulle spalle, e tantomeno di essere stanco del suo mestiere.
Il concetto, poi, Baudo l'ha sottolineato di nuovo in un'intervista al magazine Gente, quando ha dichiarato: "Sono solo i miei primi 50 anni, nessuno si illuda che io voglia mollare. Mi sarebbe piaciuto fare il direttore d'orchestra ma poi è prevalso l'amore per la telecamera che è per me come una sorella".
Insomma, se speravate che Baudo mollasse la presa, vi sbagliavate. Ma d'altro canto, chi sarebbe così folle da nutrire la speranza che Pippo possa decidere di lasciare la tv? Dopotutto, come scrive il critico Aldo Grasso su Corriere.it, Baudo è come 'un tramonto che non tramonta', perché, se è vero che ha trascorso gli ultimi cinquant'anni della sua vita sul piccolo schermo, è altrettanto incontrovertibile che i telespettatori sono sempre stati lieti di vedere il viso e la statura del grande Baudo (non solo in senso lato, visto che pare sia alto oltre 1 metro e 85 cm), considerandolo una presenza importante e rassicurante al tempo stesso.
Baudo, inutile negarlo, è l'essenza stessa della televisione italiana, perché rappresenta senza dubbio la tv di ieri, di cui è uno dei massimi esponenti (con i compianti Corrado, Enzo Tortora e Mike Bongiorno), ma anche quella di oggi, dato che lo vediamo ancora presentare vari programmi di successo, e soprattutto perché ha sempre in serbo nuove idee e naturalmente nuove trasmissioni dove gli spetterà il consueto posto di gran cerimoniere...
Nato a Militello in Val di Catania nel 1936, quando debuttò, a soli 23 anni, Baudo era un po' più giovane dei colleghi Corrado, Tortora e Bongiorno, ma era già deciso a seguirne il successo. "Io ero il più giovane, ma non di molto - ha dichiarato a Gente - e loro erano tutti già sulla cresta dell'onda e io a domandarmi: 'E ora questi come li abbatto?'".
Nella sua vita, Pippo si è sposato due volte: la prima con Angela Lippi, da cui ha avuto la figlia Tiziana; la seconda con la cantante lirica Katia Ricciarelli, con cui è stato sposato per 18 anni, dall'86 al 2004. A proposito del suo matrimonio con Katia, Baudo racconta: "Il nostro era un incastro perfetto, poi è subentrata una certa stanchezza di rapporto e il fatto che fossimo spesso lontani per impegni". Adesso, Baudo dice che sul fronte sentimentale ha trovato un equilibrio, ed è soddisfatto.
Per quanto riguarda il momento più bello della sua carriera, Baudo non ha dubbi: "Quando, nel 1984, a Sanremo invitai gli operai dell'Italsider sul palco dell'Ariston a parlare della loro protesta". Quello più nero, invece, fu "quando passai a Mediaset, non durò - dice Baudo - E chiesi alla Rai di riprendermi, ma me la fecero pagare: passai lunghi mesi ad aspettare una telefonata". La carriera, l'abbiamo detto poc'anzi, è tutto per Baudo, tanto che alla fine il conduttore non esita a dichiarare: "Rifarei un altro Festival di Sanremo se me lo chiedessero". Capito 'il giovanotto'?
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