Televisione

Rocco Siffredi a Chiambretti Night: "Felice di esser stato 'oggetto' delle donne"

L'attore ospite su Italia 1.

Una delle leggende del cinema a luci rosse italiano ed internazionale, Rocco Siffredi, mercoledì sera è stato ospite del programma di Italia 1 'Chiambretti Night' e ha parlato del suo lavoro, di Moana Pozzi e della sua vita privata.

A proposito della sua professione, Siffredi ha dichiarato di essere molto soddisfatto, dopo tanti anni passati ad intrattenere il pubblico: "Mi ritengo fortunato di aver fatto quello che volevo fare nella vita. Sono felice di essere stato l'oggetto delle donne". Poi, a proposito del Viagra, ha detto: "Con quel farmaco, io mi calmo!".

A proposito dell'amica e collega Moana Pozzi, l'attore ha detto: "Io ho fatto tutti i film di Moana. Lei era un’altra persona, io l’ho detto e forse mi sono fatto anche odiare per questo. Non era nata per fare quel tipo di lavoro, ma è stata estremamente intelligente a far sì che passasse tutto liscio".

LA GALLERY DELLASERATA

Intervistato da Piero Chiambretti, Siffredi ha continuato a parlare della Pozzi: "Moana è stata condotta a diventare pornostar, perché lo sappiamo che è stata portata dalla scuderia di Schicchi, ed una volta lì, era troppo tardi per tornare indietro. Moana non è mai stata una vera pornostar dentro. Solo io entravo nel suo camerino, voleva solo me come protagonista perché mi trovava “diverso” dagli altri. Moana lo faceva solo per l’immagine".

A proposito del rapporto con sua madre, Rocco Siffredi ha rivelato: "Mia mamma è stata la mia più grande sostenitrice. Ora lei non c’è più, ma è grazie a lei che sono qui, se mi avesse chiesto di smettere, l’avrei fatto".

Quanto alla moglie Rosa, Siffredi la descrive come "una donna fantastica, è sempre stata al mio fianco e non ha mai cercato di cambiarmi. E’ lei che mi ha insegnato a far l’amore come si deve".

A 'Chiambretti Night', 'attore ha parlato anche del tema dell'AIDS: "L’AIDS esiste e bisogna fare molta attenzione. Nel nostro settore, nel giro di 20 anni ho avuto molti amici che sono diventati sieropositivi. Noi facciamo test ogni mese, nell’ambiente professionistico, che è il mio, si fanno test che non si possono falsificare, come molti deficienti hanno fatto trasmettendo l’infezione. Questo ha fatto sì che oggi ci sia un grande controllo".

FOTO: © Mediaset