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Al Gore a Che tempo che fa: “Sospensione dei talk? Impensabile in Usa”

Il premio Nobel ospite da Fazio.

“Sarebbe assolutamente impensabile nel mio Paese, e trovo sia assolutamente sorprendente. Non sono italiano, quindi sto molto attento a commentare queste cose, ma non mi sembra giusto nel corso di una campagna elettorale fare una cosa del genere”.

Questa l’opinione dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti (dal 1993 al 2000) e premio Nobel per la pace (2007) Al Gore, che parla della sospensione dei talk show politici avvenuta nella recente campagna elettorale nel corso dell’intervista rilasciata a Fabio Fazio nella puntata di Che tempo che fa in onda sabato sera alle ore 20.10 su Rai Tre.

Al Gore – in Italia per partecipare al Festival del Giornalismo di Perugia – rispondendo alle domande di Fabio Fazio sottolinea l’importanza della libertà d’informazione e il ruolo che, in quest’ottica, cerca di svolgere la televisione da lui fondata, Current Tv: “Current rappresenta l’informazione indipendente: in alcuni mercati del mondo l’informazione è più controllata, e questo crea desiderio fra il pubblico di trovare delle fonti indipendenti. Uno dei motivi per cui Current Italia ha avuto così successo è che sembra che qui ci sia fame d’informazione indipendente, e noi stiamo cercando di dare questo”.

Il canale televisivo di Al Gore, che oltre all’Italia – unico Paese non anglofono scelto anche perché “la comunità dei creativi italiani è incredibilmente dinamica” – è visibile in USA, Canada, Gran Bretagna, Irlanda e tra poco in Sud Africa, è stato concepito “per collegare il dinamismo e l’entusiasmo che ha creato internet con il pubblico di massa della televisione”.

Nonostante la grande diffusione e l’importanza di internet, dove “le informazioni disponibili sono enormi”, la tv resta ancora oggi – ha sottolineato Gore – “il media dominante”, ma è d’altra parte “il più vulnerabile al controllo centralizzato”, come dimostra il fatto che “in molti Paesi ci sono grossi conglomerati oppure governi oppure alcuni miliardari che possono arrivare ad influenzare tantissimo ciò che viene trasmesso in televisione. Se qualcosa fa dispiacere a queste persone si ha un pochino di censura, si tende a sopprimere e a non trasmettere”.

Rispondendo a Fabio Fazio sul controllo diretto della politica sulla televisione italiana, Al Gore dice: “Non voglio stigmatizzare l’Italia, ci sono molti paesi che hanno lo stesso tipo di fenomeno; una delle forme più estreme si trova in Russia, dove Vladimir Putin controlla praticamente tutto, e ci sono delle misure che vengono adottate per sopprimere l’informazione libera”.

L’ex vicepresidente americano, che si occupa da diversi anni della difesa dell’ambiente, traccia poi nello studio di Che tempo che fa un parallelismo fra le tematiche dell’informazione e quelle ambientali – “come abbiamo bisogno dell’aria e dell’acqua abbiamo anche bisogno della libera informazione” – e, parlando dei rischi che il nostro pianeta sta correndo, sottolinea l’importanza di “riuscire a far passare la verità su questa catastrofe che si ha giorno per giorno”, negando che vi sia un eccesso di informazione catastrofica.

“È anche importante – prosegue – mantenere un equilibrio fra l’informazione sulla catastrofe e quella su cosa è possibile fare per uscire da questa situazione”, ad esempio rendendo noti i vantaggi del passaggio alle energie rinnovabili, che permettono di “creare nuovi posti di lavoro, rendere le fabbriche più efficienti, migliorare la qualità della vita e ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Noi siamo tossicodipendenti dal petrolio, molto di più!".

Secondo Al Gore il futuro, “che dovrebbe essere il nostro scopo ultimo”, dovrebbe poi configurare una nuova tipologia di progresso, in grado di “porre i valori giusti su cose non ancora precisamente misurabili oggi, come il tempo che si passa con la famiglia, con gli amici, l’aria pulita, l’ambiente”, e quindi di sganciarsi da “un sistema economico nell’ambito del quale siamo portati a porre valore solo a quello che ha un cartellino del prezzo attaccato”. In un sistema di questo tipo “siamo in pericolo, perché stiamo creando una corsa senza fine verso il baratro, verso una visione falsa di ciò che ci fa felici”.

Rispondendo infine a una curiosità di Fabio Fazio, Al Gore rivela che, durante la sua esperienza politica, non ha mai avuto notizie ufficiali sull’esistenza degli extraterrestri: “Nel corso degli 8 anni alla Casa Bianca ho avuto accesso alle informazioni tra le più riservate al mondo. Se ci fosse stato un file segreto probabilmente me l’hanno nascosto, ma non è così. Io personalmente non ho mai avuto accesso a informazioni che potessero portarci a pensare che sia una cosa vera”.

Foto: © Endemol - Raitre


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