La critica giunge 'a posteriori'.
La seconda edizione de ‘La Pupa e il Secchione’ ha avuto un discreto successo, a partire dal dibattito sviluppatosi attorno alla natura trash del programma, passando per il battage mediatico sorto in seno alla protesta di Francesca Cipriani per non esser stata accettata nel cast, finendo con l’entrata della stessa ex gieffina nel programma e ovviamente con la vittoria della stessa, incoronata ‘la pupa più pupa’, come del resto lei stessa, da settimane, andava ripetendo di essere.
La sensazione che dietro alla ‘Pupa e il Secchione’ ci fossero molti elementi costruiti e assai pochi elementi improvvisati, è stata, per tutto l’arco del programma, forte e palpabile, e del resto nessuno della produzione ha mai sentito l’esigenza di affermare che le situazioni vissute dai concorrenti nascessero tutte dal ‘caso’. Vittorio Sgarbi, reduce dal programma dove ha ricoperto il ruolo di giurato, ha deciso di mettere i puntini sulle ‘i’, rivelando al magazine ‘Visto’ che anche la giuria non era completamente ‘immune’ dalle indicazioni degli autori.
Parlando della prima edizione del programma, Sgarbi ha dichiarato: “Quattro anni fa lo show rappresentava una novità perché c’era più verità, soprattutto grazie allo scontro tra me e Alessandra Mussolini. Ho saputo che a lei venivano date delle indicazioni di voto da parte degli autori. A me nessuno diceva nulla e così mi arrabbiavo tantissimo quando discutevo con lei. I nostri scontri avevano una spontaneità che in questa edizione è mancata. Ogni giudizio nasceva dal divertimento”.
Vittorio Sgarbi sembra dunque voler dire che quattro anni fa il livello di 'improvvisazione' era molto elevato, almeno da parte sua, mentre nel programma appena terminato le cose sono andate diversamente: “Quest’anno la giuria si è mossa sulla base di un accordo con la produzione – ha detto il critico d’arte - Non abbiamo avuto la possibilità di avere contraddittorio tra noi: anche noi seguivamo un copione, una sceneggiatura. Il programma sarà divertente per chi lo guarda, sono divertenti le coppie, ma per noi è stressante. Claudio Sabelli Fioretti non ha detto niente, Angela Sozio ha fatto degli interventi da tifosa, Platinette ha avuto dei momenti di arrabbiatura, quando ha attaccato Elena per esempio, ma non so se è stata imbeccata dagli autori. La Parietti, con la sua solita smania di farsi vedere, non riesce a mettersi in luce e quindi è frustrata. Abbiamo tutti caratteri forti, ma non ci siamo potuti esprimere. Io, per esempio, mi sono rassegnato a fare da notaio”.
A questo punto qualcuno punterà il dito dritto contro Sgarbi, affermando che le sue dichiarazioni ‘a posteriori’ su ‘La Pupa e il Secchione’ siano quantomeno inopportune, visto che, per ricoprire il ruolo di giurato, il critico e opinionista televisivo ha ricevuto una retribuzione e che, nel momento della firma del contratto, egli era perfettamente a conoscenza dei ‘termini’ della sua partecipazione.
La domanda, in sintesi, è questa: perché da parte di Sgarbi sorge la necessità di lamentarsi del programma solo adesso, quando il sipario è stato ormai chiuso? E soprattutto, perché criticare una realtà televisiva di cui anche lui è stato protagonista, rendendosi di fatto ‘complice’ del presunto meccanismo celato dietro il programma?
Dopotutto, che ‘La Pupa e il Secchione’ sia un ‘comedy-show’ e non un ‘reality’ lo ha detto più volte la stessa vincitrice Francesca Cipriani, che lo ha anche definito come “un mix tra un varietà e uno show leggero”. Paola Barale non è stata da meno, affermando che lo show ha “una comicità molto genuina che rimanda un po’ alla commedia sexy all’italiana, e non fa finta di essere altro”.
Insomma, sembra proprio che Vittorio Sgarbi abbia scoperto l’acqua calda…
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