L’attore presto al cinema con ‘Vallanzasca – Gli angeli del male’.
Kim Rossi Stuart, 40 anni portati benissimo, è pronto a tornare sul grande schermo. Il prossimo 17 dicembre lo rivedremo nel film ‘Vallanzasca – Gli angeli del male’, diretto da Michele Placido, nei panni del bandito Renato Vallanzasca, soprannominato a suo tempo ‘il bel Renè’.
In un’intervista a ‘Vanity Fair’, l’attore racconta com’è stato avere a che fare con il controverso personaggio che ha interpretato davanti alla cinepresa. “Anch’io ho un lato autodistruttivo – rivela Rossi Stuart - ma l’ho esplorato per lo più nella mia adolescenza. Quando entravo in casa dei miei amici diventavo subito il cocco delle mamme: bello, educato, preciso. Ma sotto c’era dell’altro. Ero affascinato, per esempio, dal furto. C’è da dire anche che ero povero in canna, sempre senza una lira…”.
Dotato di una bellezza eterea e di un talento interpretativo che lo hanno reso uno degli attori più popolari e apprezzati in Italia, nell’intervista Kim Rossi Stuart ammette di essere tornato single da poco tempo, ma di non disperarsi per questa sua condizione…
“Non importa, apprezzo la solitudine”, dice l’attore, che a 40 anni non sente il peso di non avere ancora una famiglia, e spiega che forse non si tratta di un ‘caso’. “Il mio modo di relazionarmi, quello che cerco io nel rapporto con una donna fanno sì che mi trovi in questa condizione. Ma va bene anche così”.
Continuando a parlare di rapporti sentimentali, Rossi Stuart rivela di aver convissuto, in passato (“E non è facile, per chi apprezza la solitudine come la apprezzo io”), e poi dice di aver anche sofferto per amore. “Tantissimo, da ragazzo: ero un autodistruttivo, andavo a cercare storielle poco rilassanti. Dopo i vent'anni, per un po', ho esplorato il percorso del maledetto. Poi un rapporto lungo dieci anni, una storia molto bella finita cinque anni fa”.
Come detto, attualmente l’attore è single (“Esco da poco da una relazione di un paio d'anni”, dice a ‘Vanity’), ma spiega il motivo per cui, anche quando è fidanzato, rifugge la vita mondana. “Le occasioni mondane sono situazioni in cui ognuno pensa a se stesso: non mi interessano. E se non porto la mia donna è perché spero di svignarmela il prima possibile: da solo è più semplice”.
A proposito di famiglia, Kim ammette di desiderare dei figli (“E ci sarà un tempo anche per quello. Desidero essere padre da quando ero ragazzino. Ho un rapporto molto forte con i bambini, infatti sono sempre stato un ottimo baby-sitter”), e non ha alcuna paura di perdere la libertà: “Penso che mettere al mondo un figlio debba partire dal semplice desiderio di volergli fare il regalo della vita. Ha a che fare con il dare, non con il costruire per se stessi. C'è da fare qualche rinuncia? È giusto che sia così”.
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